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Assistenza Domiciliare

Perché anche laddove la malattia non sia più guaribile è pur sempre curabile

Il 2017 segna un po’ un ritorno alle origini, con il rilancio di un progetto pilota di assistenza domiciliare specialistica di cure palliative su Faenza e Riccione: un percorso che contraddistingueva l’attività dell’Istituto soprattutto nella prima fase dei suoi 38 anni di vita, e che per vari motivi è stato interrotto quasi ovunque. Offrire sostegno in una fase così delicata della vita delle persone, laddove la guarigione dalla malattia non è più possibile, rende necessario strutturare un servizio che si avvalga di volontari adeguatamente formati. Nel setting domiciliare, oltre al supporto emotivo e alla compagnia ai malati, questo progetto può diventare una risorsa importante anche per i famigliari e i caregiver, alleggerendo loro il carico emotivo di una situazione tanto delicata.

Nell’ambito del servizio di assistenza domiciliare previsto per i pazienti di Riccione e Faenza l’idea è quella di inserire, oltre alla classica attività di compagnia e ascolto da parte dei volontari, anche la competenza e la professionalità di un’operatrice socio-sanitaria, che possa garantire una continuità per quello che riguarda gli aspetti di accudimento del paziente, nel mantenimento delle autonomie residue e nella salvaguardia della dignità della persona anche e soprattutto nelle situazioni di solitudine. Fondamentale sarà anche l’apporto di una psicologa dedicata: poche malattie, infatti, sono in grado di sconvolgere l’individuo e coloro che gli stanno vicino come un tumore. La presenza di una psicologa è la miglior garanzia del benessere emotivo del paziente, al fine di perseguire una buona qualità di vita, promuovendo una presa in carico globale che non si limita ai soli bisogni medici e fisici, ma che rivolge una necessaria attenzione anche alle componenti psicologiche, sociali ed emotive che determinano l’intero vissuto della malattia. Anche laddove il tumore non sia più guaribile rimane comunque sempre curabile: alleviare i sintomi pesanti delle fasi terminali della lotta significa anche aumentare l’aspettativa di vita, per poter donare una quantità e una qualità di tempo il più alta possibile da trascorrere coi propri cari. Per tutti questi motivi, quindi, i progetti di raccolta fondi sostenuti dallo IOR sui territori di Faenza e Riccione saranno dedicati proprio alla riattivazione dell’assistenza domiciliare gratuita.


Annarita Cortecchia: "L'assistenza domiciliare è un privilegio"

L'assistenza domiciliare come privilegio: non del paziente che la riceve, ma dell'operatore che la fornisce. Questo è lo spirito con cui Annarita Neni Cortecchia porta avanti uno dei servizi alla persona più importanti dello IOR.


Progetto sostenuto con i fondi

Jenny Capuccini: "L'importanza dell'assistenza domiciliare"


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