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Casa Accoglienza San Giuseppe

Una moderna struttura dove sentirsi come a casa propria, perché la serenità offerta da un’accoglienza amichevole è parte integrante del percorso di cura. Sarà questo il valore della Casa Accoglienza San Giuseppe “Antonio Branca”, struttura inaugurata lunedì 16 maggio alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e di tutti i protagonisti del progetto. Dopo poco più di 1 anno di lavori e un investimento di oltre 3 milioni di euro si aprono le porte della foresteria, che oltre a portare il nome dell’Istituzione dove ha sede – un grande complesso fondato negli anni ’30, già orfanotrofio e sede di attività educative per l’infanzia – ricorda uno tra gli ideatori del progetto, l’ex segretario generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Antonio Branca.

Situato in via Paolo Mastri, a poche centinaia di metri dall’IRST, la Casa Accoglienza dispone, su tre piani, di 26 camere (16 singole, 5 doppie, 5 triple per un totale massimo di 41 ospiti) progettate e arredate per assicurare i migliori standard e comfort, oltre a spazi comuni (reception, area uffici, cucina comune, sala pranzo, soggiorno, sala lettura), parcheggi e giardino. E’ stato inoltre edificato ex novo un blocco periferico destinato ad uffici uso IRST. L’immobile è stato sottoposto, oltre ad una importante valorizzazione estetica, anche a numerose migliorie impiantistiche, introducendo tecnologie all’avanguardia che hanno permesso il raggiungimento della classe energetica A.               

La Casa Accoglienza è attiva da luglio e si rivolge, in particolare, a chi proviene da lontano, circa il 20% degli oltre 19mila pazienti IRST che frequentano il Centro e risiedono fuori Regione. La struttura è aperta anche a chi mette a disposizione dell’IRST la propria professionalità, quindi relatori o partecipanti a congressi, ricercatori, studenti universitari, tirocinanti.

Il costo totale dell’intervento è di circa 3 milioni di euro per la sola riqualificazione, cui si aggiungono 200mila euro per lavori accessori, di rifinitura e mobilio. Investimento, quest’ultimo, al quale ha contribuito l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), la più importante realtà di volontariato oncologico del territorio. La gestione della Casa è affidata, tramite convenzione siglata tra IRST e Amministrazione comunale, all’Istituzione “Davide Drudi” di Meldola, ente impegnato nell’organizzazione di numerosi servizi socio-sanitari per il territorio.               

Nell’ambito dell’accordo fondamentale il contributo dell’Istituto Oncologico Romagnolo, presente nella struttura con i suoi volontari. Per quanto riguarda gli arredi, da sottolineare il contributo offerto da Unieuro e il dono di immagini di abbellimento fatto da alcuni fotografi della Romagna.


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