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La Mia Mamma è Bellissima 2019

Torna il crowdfunding per le pazienti della Romagna



"Gli occhi puntati possono ferire: nessuno, più di una donna, sa quanto sia vera questa affermazione. A maggior ragione lo sappiamo noi, pazienti oncologiche, spesso costrette dal timore del giudizio altrui a nascondere il segno più visibile della nostra lotta contro il tumore: la perdita dei capelli. Perché sappiamo come ci guarderebbero i passanti che incontriamo per strada. Conosciamo bene la sensazione di disagio che ci invade mentre incrociamo lo sguardo di chi ci osserva, e quello che vede è solo la nostra malattia.


Ma non è solo una questione di stigma sociale, di ciò che pensano gli altri: gli occhi puntati non sono solo quelli di chi ci guarda. A volte il giudizio più difficile da affrontare è quello che diamo di noi stesse. Tutte le volte che ci osserviamo allo specchio e ci vediamo stanche, sofferenti, o addirittura non ci riconosciamo e fatichiamo a ricordare l’aspetto che avevamo prima della diagnosi, facciamo un piccolo passo verso il baratro. 

Perché il tumore prima reclama la nostra esistenza per come la conoscevamo; poi la nostra identità; infine la nostra vita.

Una parrucca può proteggerci da tutto questo. Non fa parte del percorso di cura in senso stretto: non è il bisturi che ci opera e ci porta via una parte di noi, anche se malata; non è il taxolo che diminuisce le dimensioni del tumore che ci ha colpito; non sono i raggi che impediscono alle metastasi di proliferare. 


Ma può essere altrettanto potente: come un medico che prima di toccarci si sincera che la sua mano sia calda; come un’infermiera che ci sorride nonostante ci veda a terra; come gli occhi dei nostri figli, che brillano quando ci vengono a trovare e ci confermano che, nonostante tutto, siamo pur sempre le loro mamme, e come tali siamo sempre bellissime.


Anch’io, e come me altre 450 pazienti solo quest’anno, ho preso parte al Progetto Margherita dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Anch’io sono entrata negli uffici di Forlì titubante, timorosa, perché per me uscire di casa equivaleva sentirsi tutti gli occhi addosso, e non riuscivo a capire come una semplice parrucca avrebbe potuto migliorare le cose: anzi, se possibile, credevo mi sarei sentita ancora più ridicola ad indossare qualcosa di finto. 

Poi mi ha accolto Katia, una volontaria, che mi ha accompagnato verso gli spazi dedicati a questo servizio quasi prendendomi per mano. Quando ho aperto la porta ho visto Rena, la parrucchiera che mi ha fatto accomodare davanti allo specchio, uno strumento che per tanto tempo, non ricordo più quanto, ho odiato. Ha visto il terrore nei miei occhi di fronte a quel gesto: ma con gentilezza mi ha fatto capire che non avevo nulla di cui dovessi preoccuparmi.


Non c’era spazio per i pregiudizi in quelle quattro mura: solo calore umano e coccole, ricevute da persone che non avevo mai visto prima e che mi hanno fatto sentire speciale per tutto il tempo necessario a trovare una parrucca adeguata al mio viso.


Non è stato poco: è stata dura tornare a piacermi. Non ero più abituata a questa sensazione. Quanto abbiamo riso, mentre provavo i tagli più diversi! Ricordo che c’era mia madre con me: quanto si è offesa, quando le ho detto che non volevo uno stile come il suo, perché mi sentivo vecchia! Piano piano ho iniziato a vedere il mio volto illuminarsi di nuovo, come da tempo non vedevo, finché non abbiamo trovato la parrucca giusta: una parrucca che mi è stata donata, così, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Non ho ancora sconfitto il cancro: almeno, non definitivamente. E se devo essere sincera, non indosso nemmeno sempre la parrucca quando devo uscire: anzi, spesso preferisco il foulard. Ma non importa. 


Perché anche solo vederla sul mio comodino mi fa ricordare i bei momenti che ho trascorso col Progetto Margherita. E anche solo averla mi fa sentire più tranquilla: so che se ne sentissi il bisogno, lei c’è. Pronta ad accompagnarmi. E a proteggermi da quegli occhi puntati.

Anna".



La Mia Mamma è Bellissima 2019

AIUTACI A DARE SOSTEGNO A NUOVE PAZIENTI, AIUTACI A DONARE LORO UNA PARRUCCA.

Raggiungere 10.000 euro di raccolta vuol dire permetterci di acquistare oltre 100 parrucche per aiutare tante altre donne come Anna che, durante le cure chemioterapiche, sono costrette ad affrontare il difficile momento della caduta dei capelli.

Senza il tuo aiuto non sarà possibile rispondere alle tante pazienti che hanno bisogno.



La mia mamma è bellissima 2018

La campagna di crowdfunding a favore delle pazienti romagnole


Nessuno deve affrontare il cancro da solo: tanto meno una mamma. È per tutte le donne che lottano contro il cancro che l’Istituto Oncologico Romagnolo riproporrà anche per il 2018, a partire dal 5 novembre, in collaborazione con la piattaforma Idea Ginger, l’iniziativa di crowdfunding “La mia mamma è bellissima”: una campagna di raccolta fondi a sostegno del Progetto Margherita e della fornitura di parrucche gratuite per quelle pazienti che affrontano l’effetto collaterale più riconoscibile e più temuto delle terapie, la caduta dei capelli.


La calvizie rappresenta una questione molto più che estetica. Sono tante le donne che temono infatti più le terapie che potrebbero salvar loro la vita della malattia stessa, cosa che le rende meno collaborative nei confronti del percorso di cura, con effetti fortemente negativi sulla prognosi e sulla loro qualità di vita. 

La caduta dei capelli rappresenta un momento particolarmente difficile da accettare, che possiede ripercussioni pesanti sul benessere psico-emotivo di una paziente: riflettersi allo specchio e vedersi calve significa guardare sé stesse e scorgere solo la malattia; identificare la propria persona con il cancro; perdere la propria femminilità, la propria identità.


Per questo è tanto importante, e tanto apprezzato, il Progetto Margherita dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Fornire gratuitamente alle pazienti una parrucca e la consulenza di un parrucchiere volontario significa comprendere le loro paure ed essere al loro fianco in questo percorso complicato. Il Progetto Margherita rappresenta uno dei servizi più richiesti: solo nella prima parte del 2018 ne hanno usufruito ben 239 donne, più di una al giorno.

«Secondo un articolo comparso di recente su L’Espresso – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – il costo di una parrucca oncologica varia dai 500 euro per un modello sintetico a ben 1.500 euro per un toupet organico con capelli veri: un vero e proprio lusso, in un momento in cui la famiglia è anche gravata dal costo di terapie mediche salvavita costose. Per questo il Progetto Margherita è tanto importante e per questo dobbiamo cercare di espandere la sua portata il più possibile: una donna non può vedersi costretta a scegliere tra la propria bellezza e una cena, una gita, tutte quelle piccole cose che dovrebbero rappresentare la normalità». 


Il lancio della campagna di crowdfunding “La mia mamma è bellissima”, avvenuto lo scorso anno, era pensato proprio per far fronte alla crescente richiesta: l’obiettivo fissato, di 10.000 euro, serviva a fronteggiare i costi dell’apertura dell’iniziativa anche presso le sedi di Cesena e Imola, oltre a quelle di Forlì, Ravenna e Rimini. 

Il successo è stato tale che la somma ricevuta ha superato di gran lunga le attese: grazie alla generosità di ben 692 donatori, al termine della campagna sono stati quasi 27.000 gli euro ricevuti, cifra che ha permesso di mettere a disposizione 330 parrucche gratuite a 330 pazienti in più.


Un risultato incredibile, ottenuto anche grazie all’iniziativa dei parrucchieri del territorio, che da più parti si sono fatti promotori dell’iniziativa agli occhi dei propri clienti. «Sono stati proprio loro i primi a chiederci di riproporre “La mia mamma è bellissima” anche nel 2018 – continua Miserocchi – d’altronde, i parrucchieri sono i primi ad avvertire l’esigenza di un servizio come il Progetto Margherita. Molti ci hanno raccontato di come le pazienti oncologiche si rivolgano ai loro saloni non solo per tagliare in maniera radicale una chioma già minata dalle terapie, ma anche per dare una sistemata alle parrucche, quando non riescono a vedersele indosso. Si tratta di momenti molto delicati, che necessitano di spazi adeguati a proteggere il bisogno di privacy di chi si rivolge a loro: un bisogno che un esercizio commerciale non può logicamente garantire. Il rilancio della campagna di crowdfunding anche per il 2018 sarà utile non solo a mettere a disposizione il Progetto Margherita a quante più donne che lottano contro il cancro, ma anche a rendere ancora più accoglienti e ospitali gli ambienti in cui avvengono gli incontri del servizio».


Chiunque potrà contribuire a questa importante causa direttamente dalla piattaforma Ideaginger. Anche quest’anno sono previsti dei premi per tutti i donatori: le cosiddette “ricompense”, che spettano a chi aiuterà lo IOR a portare a termine con successo l’obiettivo della campagna. 

Tra esse, è confermata anche per il 2018 quella del messaggio lasciato alle pazienti che affrontano la loro battaglia, da lasciare direttamente all’interno di una delle parrucche donate: una possibilità messa a disposizione per donazioni dai 75 euro in su, che ha dimostrato di essere molto apprezzata. Perché nessuno deve affrontare il cancro da solo: tanto meno una mamma.



Lilly Cappelli

Parrucchiera volontaria dello IOR di Ravenna, al fianco delle pazienti del Progetto Margherita. Vuoi leggere la sua storia?

Enrico Chillon

Parrucchiere volontario dello IOR di Cesena, al fianco delle pazienti del Progetto Margherita. Vuoi leggere la sua storia?

Elisa Ruggeri

Perché una madre spesso si sente costretta a nascondere la malattia ai propri figli? In che modo grazie al Progetto Margherita una paziente può assumere un ruolo più attivo nei confronti del processo di guarigione? Di questo e di molto altro abbiamo parlato con la dott.ssa Elisa Ruggeri, psiconcologa IOR.


La campagna è stata realizzata con il supporto di:

La BCC - Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese

PARTNER E MEDIA PARTNERS

Conad
Valfrutta
Assicoop
SGR Solidale
Gemos
Urbinati
Banca Malatestiana
Romagna Acque
Orogel
Graziani Packaging
Vicini shoes
La BCC
Orto Mio
Otto per Mille Chiesa Valdese
Rosetti Marino
Siropack
FONDAZIONE BRUNO MARIA ZAINI
Cangini Benne