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Progetto NBI

Diamo voce a Rimini. Lo IOR in prima linea per l’acquisto del video endoscopio NBI

Istituto Oncologico Romagnolo, LILT Rimini, Mutilati della Voce UIMdV Rimini, AOVAM di Novafeltria, Associazione Crisalide, AROP: alcune delle più grandi associazioni del territorio si sono unite per rispondere all’appello dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Infermi. L’obiettivo è “dare voce a Rimini” attraverso l’acquisto di una nuova strumentazione diagnostica all'avanguardia che riuscirebbe a individuare i tumori delle vie aero-digestive superiori in una fase iniziale o addirittura di lesioni in fase pre-neoplastica.

Il dispositivo in questione è il video endoscopio con tecnologia NBI (Narrow Band Imaging): un occhio speciale, che potrebbe costituire una vera e propria rivoluzione per le 335.000 persone del comprensorio di Rimini.

“Le neoplasie di testa e collo rappresentano un’importante fetta dell’oncologia – spiega il dott. Aniello Montalbano – e a causa dell’incidenza del papillomavirus si tratta di un tipo di patologia in forte aumento anche tra i giovani. Questi tumori, se diagnosticati in fase avanzata, risultano estremamente invalidanti, poiché costringono ad interventi demolitivi che vanno ad intaccare in maniera pesante le funzionalità deglutitoria, fonatoria e respiratoria”. Non ci sono dubbi quindi circa l’importanza di una diagnosi precoce di queste neoplasie, che può cambiare radicalmente il tipo di cure necessarie e aumentarne sensibilmente le probabilità di guarigione.

L’impossibilità, soprattutto per un giovane, di partecipare a cene, di sostenere una conversazione, o addirittura di respirare normalmente se non attraverso un tracheostoma – spiega la dott.ssa Rosaria Palumbo – rappresenta sicuramente un grave trauma per questi pazienti, che spesso devono fronteggiare anche problemi di depressione proprio a causa dell’impatto degli interventi maggiormente demolitivi”. Ma per individuare i tumori in una fase precoce e migliorare la qualità di vita del paziente occorrono dispositivi all’avanguardia: dispositivi come il video endoscopio con tecnologia NBI, di cui al momento l’equipe del dott. Valerio Fornasari non dispone. L’Istituto Oncologico Romagnolo, assieme alle altre associazioni precedentemente citate, ha deciso così di rispondere a questa esigenza espressa dal territorio di Rimini.

“Lo strumento diagnostico con tecnologia NBI aumenta in modo esponenziale la qualità e la sensibilità dei macchinari a disposizione – spiega il dott. Fornasari – e ciò consentirebbe di migliorare la precisione di una diagnosi, eliminando i falsi positivi e identificando la precisa collocazione delle cellule tumorali. Non solo: in campo chirurgico, in modo particolare sulla laringe, ci permette di adottare tecniche associate a laser dove in un’unica seduta si risolve il problema della malattia, consentendo di eseguire la diagnosi e di applicare terapia adeguata. Tutto ciò porterebbe giovamento, precisione e diagnosi precoce anche a livello di follow-up, nelle persone ovvero già colpite da tumore e in via di guarigione che si sottopongono ai controlli periodici per verificare eventuali recidive che, se diagnosticate in tempo, aumenterebbero la percentuale di sopravvivenza del paziente”.


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