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Paxman Scalp Cooler

A Lugo un nuovo dispositivo per evitare la caduta dei capelli 

È stato installato in questi giorni, presso l’Oncologia dell’Ospedale Umberto I di Lugo, il Paxman Scalp Cooler, il casco refrigerante che permetterà a molte donne sottoposte a chemioterapia di mantenere i propri capelli, migliorando così la qualità di vita durante i trattamenti. Era questo il “regalo di Natale diverso” che lo IOR ha deciso di fare al territorio: un investimento da 35.000 euro circa, reso possibile dalle varie iniziative di raccolta fondi che la Onlus ha portato avanti proprio nel periodo delle festività. 

“Il Paxman Scalp Cooler è arrivato presso il nostro presidio verso gli inizi di gennaio – spiega il dott. Claudio Dazzi, responsabile del Day Hospital Oncologico dell’Umberto I – abbiamo già trattato diverse donne che non hanno manifestato particolari effetti collaterali. Speriamo col tempo di poter verificare quali siano i risultati e il grado di soddisfazione delle nostre pazienti, anche se siamo assolutamente sicuri della sua efficacia: sono diversi gli studi, sia nazionali che internazionali, che attestano come il dispositivo sia in grado di scongiurare l’alopecia in circa il 60% dei soggetti trattati. Ci teniamo a ringraziare l’Istituto Oncologico Romagnolo per aver permesso l’acquisizione di questo apparecchio”. 


"Mi ricordo che una paziente aveva talmente paura di perdere i capelli, che decise di seguire una terapia meno efficace per il tipo di malattia che aveva pur di non dover affrontare quel momento". Sono queste le parole di Francesca Sgubbi, infermiera dell'Oncologia Umberto I di Lugo, che subito dopo aggiunge: "Sinceramente non credo ce l'abbia fatta", con un filo di voce, come fosse una confidenza. Come se tenendo un tono sommesso potesse evitare di spezzare un incantesimo che la vuole ancora viva. Per questo motivo tutto il Day Hospital Oncologico dell'Umberto I attende l'arrivo del Paxman Scalp Cooler con trepidazione: "perché noi vogliamo bene alle nostre pazienti, e ci teniamo che possano affrontare le cure con la massima serenità possibile", afferma con la voce rotta Sabrina Alpi, un'altra infermiera.

L'Istituto Oncologico Romagnolo, sull'onda dei successi del dispositivo di Praesidia, ha deciso di donare alle donne del territorio di Lugo il casco refrigerante. Il funzionamento del rivoluzionario macchinario lo spiega il dott. Claudio Dazzi, Responsabile dell'Oncologia dell'Umberto I: "Già da tempo sapevamo che il freddo aiuta a evitare l'alopecia alle persone che si sottopongono a chemioterapia: tuttavia, occorreva raggiungere temperature troppo basse per essere ben tollerate dal paziente. Il Paxman Scalp Cooler permette di ovviare a questo inconveniente.

Il casco refrigerante, mantenuto sulla testa del paziente da mezz'ora prima del trattamento a un tempo che oscilla tra l'ora e le tre ore dopo, abbassa la probabilità di soffrire di calvizie di una percentuale intorno al 60%. Come? Mantenendo una temperatura intorno ai -4°, i capillari che arrivano al bulbo pilifero si restringono: in questo modo la percentuale di farmaco chemioterapico che raggiunge il capello tramite il flusso sanguigno diminuisce in maniera drastica".

"Si tratta di un dispositivo sicuro – aggiunge – che può presentare come unico effetto collaterale una sensazione di freddo, che possiamo comunque combattere fornendo alla paziente coperte e bevande calde. Durante il trattamento la donna può leggere, rilassarsi, persino dormire o mangiare. Non è ingombrante, e nel caso in cui la paziente avesse bisogno di recarsi in bagno può farlo tranquillamente: il casco ha un'autonomia tale che gli permette di mantenere la temperatura per dieci minuti anche al di fuori della carica".

La perdita dei capelli, lungi dall'essere una mera questione estetica, possiede un impatto profondo sul benessere e sulla stabilità emotiva della donna, resa già maggiormente fragile dal tumore. A questa criticità risponde il Paxman Scalp Cooler, testato con successo in altri istituti italiani e mondiali. “L’ho fatto per me stessa e per i miei figli, per fare in modo che la malattia non incidesse nella loro vita. Il sollievo più grande è vedere che dopo la chemio sei come prima, non sei più calva: questo ha significato non sentirmi ammalata e diversa dagli altri. E mi ha dato forza con i miei figli”. Sono le parole commosse di Maria, paziente oncologica che ha aderito allo studio dell’Ospedale Ramazzini, per come sono state riportate dal Resto del Carlino Nazionale l’11 marzo 2015.

"Poter offrire un dispositivo tanto rivoluzionario al territorio di Lugo è, secondo me, una grandissima opportunità – conclude il dott. Dazzi – che dà indubbiamente lustro alla nostra Oncologia. Ringrazio quindi di cuore l'Istituto Oncologico Romagnolo e tutti quelli che lo sostengono: conosco la generosità del territorio di Lugo e sono sicuro che continuerà a supportare le attività dello IOR con grande entusiasmo. L'obiettivo per il nuovo anno è infatti quello di fornire ai nostri pazienti anche un servizio di assistenza domiciliare: per questo serve l’aiuto di tutti”.


Un regalo di Natale diverso

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