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IRST E LA RETE ONCOLOGICA ROMAGNOLA

L’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori IRCCS (IRST)

L’IRST nasce da una convinzione: la lotta alle malattie tumorali può essere vinta. I costanti progressi ottenuti nella prevenzione dell'insorgenza dei tumori, l'efficacia delle cure, quantificabile nella crescita degli indici di sopravvivenza e le continue conquiste ottenute dalla ricerca, testimoniano che quella che fino a poco tempo fa era una speranza, oggi è una realtà. Una realtà che si consolida grazie al lavoro di migliaia di medici, ricercatori e scienziati nel mondo.

L’IRST è soggetto del Sistema Sanitario Regionale collocato nel territorio dell’AUSL della Romagna e, in accordo con le più accreditate esperienze dell’Organization of European Cancer Institutes (OECI) e dell’Association of American Cancer Istitutes (AACI), si propone come un nuovo e moderno modello di Comprehensive Cancer Care Network inserito nel panorama oncologico del territorio dell’Azienda USL della Romagna e fortemente orientato alla popolazione.  

II centro, sorto a Meldola (FC) nel 2007, è  in grado di rappresentare il nodo principale di un network di strutture operativamente connesse e funzionali, sede di tutte le attività di ricerca ad alta complessità tecnologica e di trattamenti innovativi. È altresì punto di riferimento della ricerca clinica di Area Vasta Romagna e svolge un ruolo volto anche a favorire l’integrazione delle attività assistenziali delle strutture oncologiche del territorio. 

A fianco di tutto questo si pone lo IOR che, oltre che in veste di socio ideatore, fondatore e principale finanziatore, apporta all’IRST anche la sua più importante risorsa: i volontari IOR. 

Come in tutta la Romagna, anche all’IRST, dal momento dell’ingresso del paziente fino alla sua dimissione, i volontari IOR sono presenti per seguire tutta la parte non sanitaria del servizio, dando loro accoglienza, conforto e compagnia in Reparto e in Day Hospital e qualsiasi informazione utile ai loro familiari (dove alloggiare, come spostarsi, ecc.) per aiutare il malato a vivere con minor disagio la sua condizione, assolvendo alle piccole incombenze quotidiane e fornendo, così, un supporto morale e materiale alle famiglie. 


DALLO IOR ALL'IRST

Una struttura d'eccellenza, un sogno realizzato

É il 1988 quando, in occasione dell’assemblea dei Volontari IOR, il prof. Dino Amadori lancia l’idea di costituire in Romagna un istituto dedicato alla cura e alla ricerca scientifica: idea che verrà ripresa nel 1989 dal Presidente dell'Istituto, Roberto Pinza, e che porterà dopo un lungo percorso alla costruzione dell’IRST.

A giugno 1993 lo IOR imposta un progetto di trasformazione dell’ospedale civile di Meldola per la costruzione del centro di ricerca scientifica e destina 300 milioni di Lire per uno studio di fattibilità all’Università Bocconi di Milano.

Nel 1997 giunge l’approvazione del Progetto nei Piani Attuativi Locali delle AUSL della Romagna. Solo nel 2000 la Conferenza Stato Regioni approva il progetto per la creazione dell’Istituto e il 6 ottobre 2003 viene posata la prima pietra della nuova struttura.

Le Aziende USL della Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini - ora AUSL Unica della Romagna), il Comune di Meldola, l’Istituto Oncologico Romagnolo e le Fondazioni delle Casse di Risparmio di Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo, figurano come soci dell’IRST. I contributi per la sua costruzione arrivano però da tante fonti di solidarietà: grandi brand, come Conad e Barilla, finanziano il progetto per una spesa di 800.000.000 di Lire e le Associazioni Industriali della Romagna partecipano alla creazione della rete telematica tra l’IRST e le Oncologie della Romagna facendo allo IOR una sostanziosa donazione. Un progetto che, complessivamente, è costato quasi 38 milioni di euro (di cui oltre 14 milioni solo di attrezzature scientifiche di alto livello per la ricerca). 

Il 22 settembre 2007 a Meldola, alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi e di altre illustri autorità, come il Ministro della Salute Livia Turco, il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e l'Assessore Regionale Giovanni Bissoni, viene inaugurato l’IRST (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori). 


L'IRST COME RIFERIMENTO DI UNA RETE PER LA CURA E LA RICERCA

Obiettivo dell’IRST è quello di favorire una stretta interconnessione tra ricerca e cura, con una vocazione particolare alla ricerca traslazionale, garantendo qualità, originalità, innovazione e trasferibilità alla pratica clinica. L’Istituto opera inoltre per soddisfare i bisogni oncologici e le aspettative dei cittadini della Romagna, fornendo il supporto scientifico nell’ambito del processo assistenziale e perseguendo la continuità di cura.

Con il riconoscimento in Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dell’aprile 2012, questa funzione viene esaltata trovando, nella rete di saperi formati dagli altri IRCCS e nei programmi di ricerca scientifica promossi e coordinati dal Ministero della Salute, humus di crescita ideale.

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AL CUORE DELLA RICERCA

L'IRST come fulcro dell'avanguardia oncologica

IRST ha unificato e messo “in rete” gli strumenti e il percorso per la ricerca oncologica. Il cuore della ricerca IRST è il Laboratorio di Bioscienze, organizzato per Linee di Ricerca, per Gruppo di Patologia (Ricerca Traslazionale) e Servizi offerti. Grande importanza nell’avviamento della ricerca e nella verifica dell’efficacia dei progressi svolti rivestono il Registro Tumori della Romagna e l’Unità di Biostatistica, progetti sperimentali dello IOR, oggi parte della struttura IRST.

Nell’ambito di specifiche linee di ricerca l’IRST ha proposto 189 progetti che coinvolgono, con un approccio multidisciplinare, oltre 50 ricercatori, la maggior parte dei quali – oncologi, ematologi, laboratoristi, epidemiologi – sono impegnati contestualmente nell’attività di cura dei pazienti.

Grazie all’IRST le percentuali di sopravvivenza a 5 anni per i tumori più diffusi, nell’ambito della popolazione della Romagna, evidenziano risultati clinici che ben si posizionano rispetto alle medie italiane ed europee.

A fronte del costante incremento dei pazienti presi in carico da IRST IRCCS - il 20% dei quali provenienti da fuori Regione, segno dell’attrattività e credibilità dell’Istituto nel panorama nazionale – proseguono le attività di ricerca e implementazione tecnologica. Tra queste, alcune assumono rilievo nazionale e internazionale come il sistema robotizzato per la produzione degli antiblastici o le attività del Centro di Osteoncologia, servizio impegnato, in stretta collaborazione con istituzioni quali la Princeton University e il Methodist Hospital Houston, in studi pioneristici sulla cura dei tumori alle ossa. Profilo di unicità ed esemplarità condiviso anche dalla Cell Factory, presidio tecnologico per lo studio e sviluppo di vaccini con cellule dendritiche e terapie cellulari somatiche.


FORMAZIONE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

La formazione è un elemento di estrema importanza in qualità di motore e regista di tutta I’attività specialistico oncologica del territorio. Essa si realizza in iniziative didattiche, formative, promozionali, congressuali, meeting interni multiprofessionali, produzione di pubblicazioni su riviste internazionali e collaborazione con le Università.

II rapporto con gli Enti Istituzionali di cooperazione internazionale e le O.N.G. ha consentito all’IRST di essere supporto in termini di "know-how", professionalità e risorse per quelle realtà del mondo ove le condizioni socio-economiche hanno reso proibitivo intraprendere iniziative simili. Alla base del “Progetto IRST” c’è infatti il valore dell’integrazione tra eccellenza e solidarietà che ha portato I’istituto a farsi promotore di un protocollo di intesa che prevede la realizzazione di un’Unità Operativa di Oncologia presso I’Ospedale di Mwanza in Tanzania.


ASSISTENZA E RICERCA

L'IRST è oramai diventato un punto di riferimento non solo regionale ma nazionale: sono sempre di più i pazienti che si rivolgono all'Istituto, sia dall'Emilia-Romagna che dalle altre regioni. Inoltre, è sempre maggiore l'attenzione che le più prestigiose riviste scientifiche dedicano alle sperimentazioni effettuate dai ricercatori al suo interno: segno tangibile dell'importante contributo dell'IRST verso la ricerca. Vuoi saperne di più?

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