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Vincenza Conteduca

Un'altra scommessa vinta dal prof. Amadori

La dott.ssa Vincenza Conteduca, per tutti Cinzia, fa parte del Gruppo di Patologia Uro-ginecologico del Dr. Ugo De Giorgi. Nata a Terlizzi il 3 gennaio 1981, dopo aver ottenuto la specializzazione presso l’Università degli Studi di Bari è stata assunta dall’IRST IRCCS nell’aprile 2013. Da ottobre 2014 ha proseguito la sua attività presso l’Institute of Cancer Research di Londra. Grazie ai risultati ottenuti, è stata menzionata dall’American Society of Cancer Oncology tra i più promettenti ricercatori del mondo e, in seguito, dalla European Society for Medical Oncology per la miglior fellowship europea.

Cinzia, cominciamo dalla fine. Premiata dalla ASCO a Chicago, premiata dall’ESMO a Madrid… ma cos’hai scoperto per ottenere riconoscimenti tanto prestigiosi?

Il progetto di ricerca che sto portando avanti mira a identificare biomarcatori circolanti nei pazienti affetti da carcinoma prostatico. Abbiamo sequenziato il DNA ottenuto da campioni di oltre 300 pazienti in modo da comprendere quali potevano essere le alterazioni genetiche che causano la resistenza alle terapie. Trovando questi meccanismi possiamo conoscere in anticipo quale terapia risulta più efficace per il singolo paziente. Questo significa ovviamente una maggior probabilità di sopravvivenza e una miglior qualità di vita per il soggetto, evitandogli gli effetti collaterali di terapie da cui non avrebbe beneficio.

Il tuo studio sembra il più bell’esempio di collaborazione internazionale tra Istituti di ricerca.

Grazie al sostegno del mio Responsabile, il Dr. Ugo De Giorgi, e del Direttore Scientifico, prof. Dino Amadori, ho potuto usufruire di tutte le moderne tecnologie messe a disposizione dalla Sutton University di Londra e della collaborazione con uno dei maggiori esperti mondiali di tumore prostatico, il dott. Gerhardt Attard, portando dall’Italia la maggior parte dei campioni da studiare. In Inghilterra ho trovato un ambiente perfetto, ma tutto questo non sarebbe potuto accadere se l’IRST IRCCS non avesse creduto in me. 

Anche oggi quando ci incontriamo il prof. Amadori mi dice sempre: “Ricorda che io ho scommesso su di te!”. Ed è vero: appena terminata la specializzazione ho tentato numerosi concorsi in giro per l’Italia, ma l’IRST è stato il primo a voler puntare su di me.

Alla luce dei tanti successi ottenuti sembra impossibile pensare che tu abbia incontrato delle difficoltà.

E invece è servito tanto lavoro e una bella dose di testardaggine per ottenere questi riconoscimenti. Anche a Londra, inizialmente, la ricerca sui biomarcatori non dava i risultati sperati, tant’è vero che a un certo punto i responsabili in Inghilterra avevano paventato l’ipotesi di sospendere gli studi. D’altronde, inizialmente ero trattata come ospite presso la Sutton University: ma dopo tre anni di duro lavoro hanno cominciato a considerarmi come una di loro, specialmente dopo il premio dell’ASCO.

Il tuo viaggio non è ancora finito. Prossima fermata: Weill Cornell University, New York.

Dal 1 gennaio 2018 inizierò un progetto di un anno dove assieme a un’altra grande esperta internazionale del tumore prostatico, la dott.ssa Himisha Beltran, proseguirò lo studio iniziato tre anni fa con l’obiettivo di identificare ulteriori meccanismi di resistenza alle terapie. Andrò a vivere a Roosevelt Island, un’isola di Manhattan abitata per lo più dai ricercatori delle varie università che si recano al lavoro in teleferica.. La giornata inizia alle 7.30, si lavora fino a tarda sera anche durante i weekend e avrò solo dieci giorni di ferie l’anno. Sarà l’ennesimo stravolgimento della mia vita, ma amo il lavoro che faccio: non vedo l’ora di iniziare!

Dott.ssa Conteduca: "In giro per il mondo contro il tumore prostatico"

Da Londra a New York, passando per Meldola: Cinzia Conteduca, premiata recentemente dall'ASCO come una delle più promettenti ricercatrici mondiali, era tra i relatori di un importante convegno sul tumore alla prostata tenutosi oggi all'IRST IRCCS, dove ha presentato i risultati degli studi portati avanti presso The Institute of Cancer Research.

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