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Il testamento solidale

Per lasciare un ricordo indelebile

Vi scrivo perché ho letto sul vostro sito la bella storia di Augusto Fabbri, che ha deciso di destinare al vostro Istituto un legato a condizione che fosse utilizzato per istituire una borsa di studio a favore dei ricercatori romagnoli che si sono distinti nella lotta contro il cancro. Vorrei seguire questo suo esempio, mi potreste dare maggiori informazioni in merito?

La risposta del nostro esperto

Il dott. Mario De Simone, conseguita la laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bologna, è risultato vincitore nel 1988 del Concorso Notarile. Ha svolto attività di insegnamento presso la Scuola Notarile di Bologna ed è stato consigliere nel Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Forlì e Rimini dal 2005 al 2015. Già da qualche anno svolge anche l’attività di volontario per l’Istituto Oncologico Romagnolo a favore del servizio d’accompagnamento gratuito dei pazienti da casa all’IRST IRCCS di Meldola.

I tipi di testamento normalmente utilizzati sono il testamento pubblico e il testamento olografo. Entrambe le forme hanno lo stesso valore sul piano giuridico, distinguendosi unicamente sul piano formale. Il testamento pubblico viene redatto da un notaio, il quale provvede a trascrivere la volontà del testatore alla presenza di due testimoni che lo assistono: da qui il termine “pubblico”, che non significa che il contenuto sarà divulgato durante la vita del testatore, ma soltanto che esso è redatto nella forma dell'atto pubblico dal notaio pubblico ufficiale. Il testamento olografo si caratterizza invece per essere redatto direttamente dal testatore. Per la sua validità è necessario che contenga la data, la sottoscrizione e soprattutto che l'intero contenuto sia scritto di pugno, cioè a mano dal testatore e non da terzi. Anche in questo caso, tuttavia, la consulenza notarile riveste un ruolo importante per evitare errori di tipo sostanziale, come la lesione dei diritti dei familiari titolari di una quota riservata del patrimonio o clausole invalide, o vizi formali, quali ad esempio l'uso di mezzi di scritturazione meccanici o elettronici. Nella prassi il testamento olografo viene di frequente depositato fiduciariamente presso un notaio che ne assume l'onere della custodia. Dopo la morte del testatore, entrambi i tipi di testamento vengono pubblicati, ossia divulgati e resi pubblici, attraverso apposito verbale a cura del notaio, per poter svolgere la propria finalità di regolare la successione dei beni della persona defunta. Le forme di testamento previste dalla legge sono tassative e richiedono sempre uno scritto: pertanto non hanno valore le dichiarazioni in letto di morte o le confessioni fatte a persona di fiducia.

La legge prevede espressamente quali sono i soggetti a cui è riservata una determinata quota di eredità, la cosiddetta legittima: essi sono il coniuge, i figli e, in assenza di questi ultimi, gli ascendenti del defunto. Nel caso specifico, in assenza dei suddetti legittimari, il testatore può liberamente disporre del proprio patrimonio a favore di chiunque, escludendo in tutto o in parte coloro che sarebbero chiamati a succedere in assenza di testamento, cioè i propri parenti in linea collaterale fratelli o loro discendenti, zii, cugini e così via. È bene ricordare tuttavia che il testamento può essere sempre modificato, revocato o sostituito: l’atto redatto per ultimo sarà quello che avrà efficacia. I diritti ereditari dei figli, cosiddetti legittimari, non coprono l'intero patrimonio del defunto, ma sono limitati solo ad una quota dell'eredità, che va da un minimo di un mezzo in presenza di un solo figlio, ad un massimo di due terzi in presenza di più figli. Pertanto la restante parte del patrimonio rimane disponibile per il testatore, il quale può disporne sia sotto forma di lascito di un bene specifico, il cosiddetto legato, sia come quota di eredità anche a favore di una organizzazione di utilità sociale.

Tali trasferimenti di beni ad associazioni legalmente riconosciute aventi scopo di assistenza, studio, istruzione o ricerca scientifica, come ad esempio l'Istituto Oncologico Romagnolo, sono esclusi dall'imposta di successione. In questo caso il lascito può essere liberamente destinato all'Ente per i suoi fini istituzionali, ma è anche possibile per il testatore prevedere una specifica finalità per onorare la memoria di una persona cara, come ad esempio l'acquisto di una strumentazione scientifica. In questo modo il testamento, da istituto destinato a regolare gli assetti ereditari fra i famigliari, si trasforma in uno strumento utile per il sostegno a una causa, assumendo anche finalità di più alto valore etico per favorire il progresso medico nella lotta contro il cancro o i servizi d’assistenza gratuiti a favore di chi lotta contro questa malattia. Spero di averle fornito informazioni utili.

La saluto cordialmente,

dott. Mario De Simone


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