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Anne Clare Mackintosh

Lo IOR nel destino

 


Ortomio è da anni azienda agricola leader del mercato nazionale e internazionale delle piante da orto e nel settore della produzione vivaistica. Nata nel 1992, le sue serre si distendono per circa 35 ettari di terreno nella provincia di Forlì, producendo qualcosa come 300 milioni di piante. L’azienda collabora con le attività dell’Istituto Oncologico Romagnolo dal 2017: i due titolari, Chiara Mackintosh e Stefano Raffoni, hanno deciso di sottoscrivere un impegno triennale per sostenere il servizio d’accompagnamento gratuito dei pazienti che non hanno la possibilità di raggiungere i luoghi di cura in autonomia.


All’inizio degli anni ’80 Chiara Mackintosh, allora poco più di una bambina, si trovava in vacanza in campeggio assieme alla famiglia in Calabria: più precisamente a Zambrone, località di mare con una vista privilegiata sullo Stromboli. I suoi genitori, scozzese lui, istriana lei, si erano da poco trasferiti per lavoro in Romagna. E anche se all’epoca ancora non lo sapevano, proprio la Romagna, dopo un lungo girovagare, sarebbe diventato il luogo dove metter radici.

L’Europa era un concetto ancora piuttosto vago, quasi esclusivamente geografico: figuriamoci la Brexit, evento che ha fortemente amareggiato il signor Mackintosh che, nonostante l’accento, oramai si sente in tutto e per tutto italiano.


Ma torniamo in Calabria. Per una strana coincidenza nello stesso campeggio si trovava un signore forlivese: i genitori di Chiara lo conoscevano di nome e di fama, sebbene non avessero mai avuto la possibilità di incrociarlo. Quel signore era Dino Amadori.


“Si può dire, in un certo senso, che avessimo lo IOR nel destino”, spiega Chiara, nel frattempo divenuta signora Raffoni, cognome sicuramente più comune rispetto all’originale scozzese per noi romagnoli e titolare, assieme al marito Stefano, dell’azienda Ortomio: un’eccellenza della nostra terra, riconosciuta a livello nazionale tanto da essere tra i fornitori ufficiali di un programma televisivo di grande successo come Master Chef. “Abbiamo anche ricevuto la gradita visita della troupe di ‘Melaverde’ – aggiunge la titolare – sono stati gentilissimi: assieme a loro abbiamo visitato la centrale termica per il riscaldamento delle nostre serre alimentata ad energia pulita: un fiore all’occhiello della nostra azienda”.


Un’azienda che, nonostante il successo, mantiene un’impalcatura fortemente famigliare: d’altronde è l’unione tra l’infinita passione per la produzione vivaistica di Stefano e la creatività a livello di presentazione e imballaggi esteticamente gradevoli e riconoscibili di Chiara che ha creato quell’alchimia necessaria al successo dell’azienda Ortomio.  


Sono passati quasi quarant’anni da quell’incontro fortuito sulla riva del mare, ma Chiara e il prof. Amadori non si sono più persi di vista. “Il dottore è stato di grande aiuto quando mio padre si è ammalato di tumore alla prostata – spiega – inoltre ritengo il programma di prevenzione portato avanti sul nostro territorio davvero fondamentale. Anche per questo motivo, quando l’Istituto Oncologico Romagnolo è venuto a chiederci una mano, ci siamo subito messi a disposizione”. Grazie al prezioso sostegno di Ortomio, lo IOR potrà acquistare in tre anni tre automezzi dedicati al servizio d’accompagnamento gratuito dei pazienti da casa ai luoghi di cura e ritorno: un servizio che permette di essere vicini a chi combatte contro questa malattia, aiutando al contempo ad alleviare il peso che di solito ricade sui famigliari.


“Al momento l’impegno che abbiamo preso con lo IOR ha durata triennale – afferma Chiara – ma sicuramente è nostra intenzione proseguire la collaborazione con una realtà che fa tanto per il nostro territorio, magari sostenendo anche i programmi di prevenzione che vengono portati avanti nelle scuole. Dopo l’incontro con il Direttore Generale Fabrizio Miserocchi nostro figlio Alessandro ha deciso di smettere di fumare: se potessimo evitare ai nostri ragazzi di cadere nella tentazione della sigaretta, magari per emulazione dei loro compagni, faremmo un grande passo avanti nella lotta contro questa malattia”.



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