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DINO AMADORI

Fondatore IOR


Se la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante nella lotta contro il cancro, se la mortalità per neoplasia negli ultimi anni ha cominciato a diminuire, molto lo si deve al prof. Dino Amadori. Nato a Santa Sofia, in provincia di Forlì, il 21 aprile 1937, si laurea con lode presso l'Università degli Studi di Bologna il 17 novembre 1961: un periodo in cui, purtroppo la Romagna era una terra tristemente famosa per l'alta mortalità legata alle neoplasie tra i suoi abitanti.

Ispirato dalla convinzione che un futuro senza tumori sia possibile, il dottore è stato in prima linea lungo tutto l'arco della sua vita personale e professionale nella lotta contro il cancro. La sua attività spazia dall'assistenza medica dei pazienti oncologici alla sensibilizzazione sul tema della prevenzione; dal miglioramento della qualità di vita delle persone terminali alla creazione di strutture apposite che possano condurre queste attività su una scala più ampia.  

A questo scopo il prof. Amadori, assieme all'avvocato Salvatore Lombardo, figlio di una sua paziente, fonda nel 1979 l'Istituto Oncologico Romagnolo, una cooperativa operante al fianco delle strutture pubbliche con l'obiettivo di “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana, all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi sociosanitari ed educativi ed in particolare attraverso l’azione di prevenzione, cura e riabilitazione oncologica e di ricerca scientifica”.

Ma la sua attività non si limita certo a questo. Nel 1984 ha ideato e realizzato il Registro Tumori della Romagna per raccogliere, elaborare e divulgare in modo sistematico e tempestivo le informazioni su incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenza di tutti i casi di tumore maligno che insorgono nella popolazione coperta dal registro; produrre dati individuali di elevata qualità, utilizzabili per studi specifici clinici ed epidemiologici; e offrire ulteriori possibilità di prevenzione e diagnosi precoce.

L'impegno profuso nella lotta contro il cancro l'ha portato ad essere nominato Presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica dal 1997 al 1999. E' stato anche Presidente della Commissione Oncologica Regionale dell'Emilia Romagna, e membro delle principali società scientifiche nazionali ed internazionali di settore.

Oltre ad essere il Presidente dell'Istituto Oncologico Romagnolo è stato dalla fondazione nel 2007 fino al 2017 Direttore Scientifico dell'Istituto Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori a Meldola, struttura che sotto la sua guida è divenuta un'eccellenza e all'avanguardia a livello nazionale nella cura dei tumori. Ha mantenuto la carica di Direttore Scientifico Emerito fino al 2020, anno in cui è scomparso all'età di 83 anni. 

Se ieri abbiamo creato e valorizzato le oncologie romagnole fino alla creazione dell'Irst, il nuovo Ior sarà un catalizzatore di solidarietà e generosità per essere sempre a fianco dei pazienti e delle loro famiglie.

Prof. Dino Amadori            


Prof. Amadori. "Così decisi di fare l'oncologo"

Come si arriva dal piccolo ospedale di Santa Sofia ad avere un ruolo determinante nella creazione dell'oncologia romagnola in particolare e italiana in generale? Con talento, determinazione e una sana ossessione per la ricerca. Il Prof. Amadori e il ricordo dei suoi primi passi come ragazzo e come medico.


L'ultimo intervento del prof. Amadori ad una Giornata dei Volontari IOR

"Papa Francesco ha detto: "L'indifferenza è il virus che contagia gravemente l'umanità". Mi sono chiesto quale sia la patologia che questo virus genera, ed è il disinteresse verso i bisogni degli altri. E quale può essere la cura se non la solidarietà, se non aprire il nostro cuore a chi ha bisogno, se non dare a chi soffre il nostro contributo?".  La Giornata dei Volontari in cui si celebrò, ad aprile 2019, il quarantennale dello IOR verrà ricordata anche come l'ultima in cui il Prof. Amadori ebbe la possibilità di parlare a tutto il suo "popolo" riunito. Questo un piccolo estratto delle sue meravigliose, emozionanti parole.

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