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La storia di Francesco

Francesco è un bambino di 9 anni che frequenta le scuole elementari: ha tanti amici e adora il calcio. Francesco ha un sogno: imparare a guidare il trattore. Quando spegne le candeline, quando vede una stella cadente, chiude gli occhi e si vede in cabina di pilotaggio, al volante, sovrastare tutto quello che sta giù in basso, coi potenti cingoli del suo veicolo.

Ha 9 anni: ci saranno ancora tante candeline su cui soffiare, e tante stelle cadenti da ammirare. Ha tutto il tempo, e tutto il diritto, di cambiare i suoi desideri. Chissà cosa gli riserverà il futuro? Il futuro, per Francesco, è ancora un punto interrogativo pieno di aspirazioni, di sogni, di speranze. Come dovrebbe essere per qualsiasi bambino di nove anni.

Ma Francesco non è un bambino qualsiasi. Nel 2014 gli è stato diagnosticato il Sarcoma di Ewing, una rara forma di neoplasia che colpisce le ossa. Francesco aveva solo male a un fianco: ha scoperto a 7 anni di avere un tumore. Una parola di cui nessun bimbo dovrebbe conoscere il significato. Invece, Francesco purtroppo sa bene cosa significa. 

Significa intervento chirurgico, che l’ha costretto a rimanere bloccato a letto e, inizialmente, a muoversi col busto; significa quattro cicli di chemioterapia, che lo hanno privato della sua vitalità e del suo entusiasmo; significa ventisette sedute di radioterapia, per rimuovere ogni residuo della malattia. Un lungo, estenuante viaggio. Che Francesco ha affrontato salendo sul suo trattore. E schiacciando, con determinazione, qualsiasi ostacolo gli si parasse davanti. Coi potenti cingoli della sua forza di volontà.

Francesco oggi è guarito. È guarito anche grazie e soprattutto all’utilizzo di uno strumento, la Tomoterapia: una macchina utile ad erogare delle radiazioni intorno al midollo spinale senza intaccare il midollo stesso e i tessuti sani circostanti. Se la radioterapia è un bombardamento a tappeto, la tomoterapia è un attacco più intelligente al cancro: i dottori che la utilizzano possono regolare meglio la quantità di radiazioni, e l’area precisa da colpire.

Quando si tratta un paziente pediatrico va debitamente considerata la sua peculiarità: si tratta di un organismo in crescita. Proprio per questo vanno tenuti sotto stretto controllo tutti quegli agenti esterni che possono interferire negativamente con il suo corretto sviluppo. In particolare, quando si utilizza la radioterapia per un paziente pediatrico si manifesta il problema di erogare una dose curativa senza che, nello stesso tempo, sia dannosa per l’organismo in crescita. Per questo sono necessari macchinari specifici per curare i nostri bambini. L'Istituto Oncologico Romagnolo si è impegnato a creare in Romagna, presso l'IRST IRCCS, un Centro di Riferimento radioterapico per i piccoli pazienti, con macchinari specifici studiati per loro. Perché tutti hanno il diritto di diventare grandi: come Francesco.

Cos'è la tomoterapia?

Il dott. Luca Tontini ce lo spiega in questo video.

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