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Domerio Moschini

5000 km l'anno per accompagnare i pazienti in ospedale

È davvero difficile non notare Domerio. Ha una statura che gli permette di svettare sulla maggior parte delle persone: la sua stazza contribuisce a renderlo ancor più imponente. Sfoggia con orgoglio i suoi baffi curati, che ne incorniciano un sorriso rassicurante. Possiede una voce profonda, che tradisce una forte inflessione da romagnolo doc: sicuramente un’arma potente per farsi rispettare al tavolo della briscola o della marafona, immancabile appuntamento della domenica. Stessa spiaggia, Pinarella, se la stagione lo permette; stesso bar quando il clima si fa più rigido. Lo immagini a discutere di volo, busso, striscio e carichi giocati male, magari sbattendo i pugni: e non ti sogneresti mai di dargli torto.


Invece Domerio è una persona calma, posata, serena: quest’ultimo aggettivo è particolarmente calzante, avendolo scelto persino come nome per la figlia. “D’altronde, con quello che ho avuto, devo stare tranquillo”, mi spiega. “Nel 2004 ho avuto un infarto, da cui mi sono ripreso a fatica: ora sento ancora delle fibrillazioni, soprattutto quando discuto o mi arrabbio. Così, cerco di non sforzarmi e di rimanere calmo”. Una disciplina autoimposta, quasi zen, non fosse che noi, in Romagna, la zeta proprio non sappiamo pronunciarla: una disciplina che diventa particolarmente complicata, soprattutto quando si parla di politica o di Inter, croce e delizia di Domerio, nerazzurro sfegatato.

Mi racconta che è in pensione dal 2008: prima girava l’Italia, rigorosamente in automobile, per montare infissi d’alluminio. Il volante, la strada, le quattro ruote: più una passione che un vero e proprio lavoro, essendo rimaste parte fondamentale della sua vita.

Non solo per le brevi gite in camper che da pensionato si concede di tanto in tanto assieme a Maria Rosa, con cui è sposato da ben 41 anni: ma anche per l’attività che svolge, da Volontario, per l’Istituto Oncologico Romagnolo.  

Domerio è infatti uno degli autisti che fanno parte della squadra IOR del trasporto pazienti residenti nei comuni di Cervia e Cesenatico: un servizio assolutamente gratuito, che la Onlus mette a disposizione per tutti coloro che devono recarsi ai luoghi di cura per le terapie ma non hanno nessuno che li possa accompagnare. Alcuni preferiscono evitare di prendere l’auto e guidare dopo una spossante sessione di chemioterapia; altri hanno famigliari che lavorano; altri ancora sono semplicemente soli.

Domerio e gli altri autisti li vanno a prendere a casa; li portano in ospedale; attendono il termine della terapia; infine li riaccompagnano presso la loro abitazione in Riviera. Meldola, Ravenna, Lugo: certo, ma anche Bologna. “Una paziente l’ho persino accompagnata fino a Prato: era la clinica dov’era stata operata, e voleva proseguire la terapia presso lo stesso ospedale”. Un percorso di circa 400 km, tra andata e ritorno: un gioco da ragazzi, per chi come Domerio veniva chiamato in tutta Italia a montare infissi in alluminio. “Non mi pesa: dovessi farlo per lavoro smetterei subito, ma da Volontario è diverso. Da quando sono in pensione ho tanto tempo libero: è bello dedicarne una parte alle persone che hanno bisogno”. Nessuno deve affrontare il cancro da solo: un motto che i Volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo hanno tradotto in gesti quotidiani, concreti. Domerio in media percorre circa 100 chilometri a settimana sulla sua vettura IOR: sono più di 5000 chilometri in un anno. Più o meno, in linea d’aria, è la distanza che c’è tra Pinarella e Nuova Delhi. E' dal 2010 che trasporta i pazienti di Cervia e Cesenatico per lo IOR: praticamente il giro del mondo. Tempo trascorso assieme a loro nel tragitto da casa al luogo di cura: circa una marea.

E’ vero, si parla prevalentemente dei nostri problemi di salute: tuttavia non mancano i momenti divertenti.

Domerio Moschini            

"Mi ricordo per esempio di un ex finanziere: lui si ostinava a volermi dare una specie di mancia. Niente di che: qualcosa come 5 euro, per fare colazione. Alla quarta volta che lo faceva gli ho portato una ricevuta di 20 euro: ovviamente li avevo versati nelle casse dello IOR, come donazione. Quando ha visto la ricevuta, mi ha guardato e mi ha detto: ‘tci propri un pataca’.”. Anche nelle situazioni più delicate, il vero romagnolo trova sempre una ragione per sorridere. Sorriso che si fa più amaro, quando al contrario racconta di quella signora “che ci chiamava ‘i suoi angeli’. Non aveva nessuno con cui andare in ospedale, così la accompagnavamo sempre noi, persino a fare dei semplici prelievi”.

“Gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a se stessi”, affermava il famoso regista Wim Wenders. Domerio non ha ali né aureola: anzi, ammette candidamente che trascorrendo così tanto tempo per strada, pur dovendo mantenere un certo aplomb, “due o tre accidenti ogni tanto mi scappano”. Ma non sarà questo a renderlo meno angelo agli occhi dei pazienti di Cervia, Cesenatico e dintorni.


E' per sostenere Domerio, i pazienti di Cervia e Cesenatico e il servizio di trasporto dello IOR che la Nove Colli, la corsa cicloturistica più antica del mondo organizzata dalla ASD Fausto Coppi, per l'edizione 2017, ha deciso di donare quello che ha di più prezioso: sette pettorali di griglia rossa, che l'Istituto Oncologico Romagnolo metterà all'asta sulla piattaforma Charity Stars per una grande gara di solidarietà.

Il ricavato sarà infatti utilizzato per comprare l'automobile con cui Domerio e gli altri accompagnano i malati del comune di Cervia e Cesenatico presso i luoghi di cura. Si tratta quindi di un'occasione unica per prendere parte alla Granfondo più bella del mondo il 21 maggio 2017, partendo davanti a tutti e contribuendo ad essere vicino a chi soffre.

Le aste si terranno nelle seguenti date:

  • Pettorale 1 e 2: da mercoledì 8 febbraio a lunedì 13 febbraio
  • Pettorale 3 e 4: da mercoledì 15 febbraio a lunedì 20 febbraio
  • Pettorale 5 e 6: da mercoledì 22 febbraio a lunedì 27 febbraio

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