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Barbara Burioli

Siropack Italia

Barbara Burioli

Titolare Siropack Italia


Siropack Italia è una società che opera su scala internazionale nell’ambito del packaging e dell’innovazione tecnologica, con particolare riguardo a macchine e software per il confezionamento di prodotti nei settori agroalimentare e farmaceutico. L’azienda del cesenate ha fatto della ricerca e sviluppo il proprio punto di forza depositando, in questi ultimi anni, diversi brevetti anche negli Stati Uniti, immediatamente recepiti da aziende dei settori di pertinenza, che hanno investito e creduto fortemente nei prodotti offerti, non solo perché creano processi produttivi più efficaci e sicuri, ma soprattutto perché pongono un’importante attenzione all’ecosostenibilità. Eccellenza e vanto del territorio romagnolo riconosciuta nel suo settore su scala globale, dall’America Latina ad Australia e Nuova Zelanda, la sua storia è comunque relativamente recente.

Siropack nasce infatti nel 2001 dall’idea di Rocco De Lucia e Barbara Burioli, sposati da 23 anni. “Siamo come due facce della stessa medaglia – confida Barbara – lui rappresenta la parte creativa: è davvero un vulcano di idee, ogni tanto puoi vederlo chiudere gli occhi e cadere come in trance di fronte ad un nuovo progetto. Io sono un po’ l’avvocato del diavolo, che cerca di tenere le fila della parte più burocratica del lavoro”. Una sinergia complementare, che ha proiettato la società nel mondo dell’industria 4.0.

“Tuttavia, per noi il rapporto umano viene sempre al primo posto – spiega Rocco – Siropack non dispone di una rete commerciale di agenti: i nostri migliori rappresentanti sono proprio i clienti con cui lavoriamo. Chiaramente cerchiamo di sfruttare al meglio gli strumenti che ci mette a disposizione la tecnologia e internet: tuttavia ci affidiamo ancora molto al passaparola, cosa che rappresenta ovviamente per noi motivo di forte orgoglio”. Da Cannucceto all’Australia nel giro di soli 17 anni: più che un viaggio, un decollo. Ed è veramente il caso di dirlo, visto che a far incontrare Rocco, lucano, e Barbara, romagnola, è proprio la comune passione per il volo.

“Io avevo 17 anni, lui 19 e prestava servizio militare prima all’Aeronautica militare di Forlì e poi a Cervia, presso l’Ottavo Stormo. All’epoca fui selezionata per entrare all’interno della base militare ed effettuare dei corsi di volo durante l’estate: e fu così che durante l’esame di teoria conobbi Rocco”. “Mi bastò poco per capire che Barbara era una persona speciale – rivela lui – la sera stessa che ci conoscemmo, infatti, dissi: ‘io questa quando diventa grande me la sposo’. E così è stato”.  

Ma la storia di Siropack è fatta anche di momenti difficili, complicati da superare. Nel 2005, infatti, a Barbara viene diagnosticato un tumore: un carcinoma alla tiroide. “La mia prima reazione, ovviamente, è stata quella di preoccuparmi per la mia famiglia: all’epoca le mie figlie avevano 8 e 2 anni, quindi il senso di ansia e preoccupazione legato ad una tale diagnosi è stato forte. Ciò nonostante, ho affrontato il problema sapendo di essere fortunata: durante gli anni dell’università ho conosciuto due amiche che sono poi diventate oncologhe, e mi avevano spiegato come la terapia con anticorpi monoclonali legati a farmaci o isotopi radioattivi mi fornisse ottime probabilità di guarigione. Per di più sono stata seguita e accompagnata da medici ed infermieri bravissimi durante tutto l’arco della terapia. Insomma, lo ripeto: sono stata fortunata”.

Un trascorso di vita a lieto fine, che ha profondamente cambiato la mentalità di Barbara sia a livello personale che professionale. “Oggi vedo le cose in maniera molto diversa: ora do più importanza ad aspetti che magari in precedenza davo un po’ per scontati. L’obiettivo è quello di trasmettere questa nuova consapevolezza anche sul lavoro: d’altronde la nostra azienda ha un’età media al di sotto dei trent’anni con ragazzi fortemente motivati, è importante saper comunicare loro cosa siano le cose che contano veramente”.          

Per questo motivo, quando Siropack è divenuta una realtà più strutturata, di fronte all’obbligo di assumere una persona portatrice di handicap, Rocco e Barbara hanno effettuato una scelta per certi versi controcorrente.         

“Abbiamo deciso di assumere Steven, anche se non lo definirei affatto come un obbligo. Steven è un ragazzo che combatte oramai da 10 anni contro un sarcoma di Ewing: per questo, di tanto in tanto, è costretto ad assentarsi e seguire le terapie. Tuttavia, la sua presenza rappresenta davvero un valore aggiunto, sia da un punto di vista professionale che personale. È una ventata di energia, è di una disponibilità infinita ed è sempre positivo e pronto a dare una mano: per questo siamo fortunati ad averlo con noi, e speriamo che il lavoro possa dargli uno stimolo in più, una ragione ulteriore per continuare a combattere questa lunga e difficile battaglia”.

Da queste profonde esperienze di vita, il legame tra Siropack e l’Istituto Oncologico Romagnolo è nato in maniera quasi spontanea e naturale. “Abbiamo scelto di sostenere lo IOR – afferma Rocco – non solo per una questione di trascorsi personali, che comunque hanno avuto un impatto importante nella nascita di questa sinergia, ma anche per un motivo più propriamente legato all’affinità dei nostri ambiti. Nei rispettivi campi, sia Siropack che Istituto Oncologico Romagnolo fanno e sostengono la ricerca.

Il risultato è quello di portare l’innovazione nella nostra area molto prima che in altre zone, sia d’Italia che del mondo: da imprenditore, trovo che sia fondamentale restituire al territorio quello ci offre. Un territorio in cui mi sono trasferito quando ero ancora un ragazzo, e che mi ha subito conquistato. Lasciatemelo dire: ho visitato 54 nazioni differenti per lavoro, ma un posto come la Romagna è difficile ritrovarlo nel mondo”. “Lo IOR è una realtà eccellente che svolge le proprie attività in maniera eccellente – gli fa eco Barbara – da imprenditori siamo molto attenti a quanto possa fruttare ogni centesimo investito."

Ogni centesimo investito nello IOR ha un valore inestimabile, perché viene utilizzato per qualcosa che sarà utile a tantissime persone negli anni a venire

Barbara Burioli            

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